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TrashWare e digital divide


Alexander Palummo


Sessione Base - Sabato 24 Ottobre - ore 10:00

Il Trashware è un’attività che può presentare punti di contatto con il retrocomputing (il recupero di macchine datate e non modificate con finalità prevalentemente collezionistiche), il modding (la personalizzazione del proprio hardware per scopi solitamente estetici) o ancora il refurbishment (il mantenimento o la riparazione estetica o meccanica di componenti per lo più destinate alla reimmissione nel mercato a un prezzo più contenuto rispetto ai loro equivalenti venduti come nuovi).
A differenza di queste ultime pratiche, però, investire tempo e risorse nel trashware ha sempre importanti implicazioni etiche/morali, ecologiche e di solidarietà internazionale e si fonde con altri importanti concetti del mondo delle IT:
1) divario digitale;
2) open source e open data;
3) obsolescenza programmata;
4) domanda di tecnologia (velocità dispositivi e banda);
5) salute/sanità pubblica.
Inoltre, ci siamo mai chiesti dove finisce il materiale considerato obsoleto o “non recuperabile”? Raggiunge gli angoli remoti delle regioni più povere del mondo, accumulato in improvvisati depositi a cielo aperto, dalle dimensioni impressionanti, dove vivono e lavorano uomini, donne, bambini e animali spesso ignari dei seri rischi per la propria salute connessi ai rifiuti informatici (e-Waste).
Solo il connubio tra Software Libero e trashware detiene tutte le caratteristiche per rendere possibile l'alfabetizzazione informatica e la riduzione del digital divide con il massimo impatto culturale sulle persone e un ridotto impatto sull'ambiente nel rispetto della legalità e l’eticità.
Come possiamo dare il nostro contributo su queste tematiche dal punto di vista pratico?